Carità e giustizia
26/09/2021
Verso un noi sempre più grande è il tema della 107^ Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che quest’anno si celebra domenica 26 settembre. Un temo scelto da papa Francesco anche in riferimento alla sua recente enciclica Fratelli tutti, perché «la storia della salvezza vede un noi all’inizio e un noi alla fine, e al centro il mistero di Cristo, morto e risorto “perché tutti siano una sola cosa” (Gv 17,21)».
Il tempo presente, però, ci mostra che il noi voluto da Dio è “ferito e sfigurato”, specialmente nei momenti di maggiore crisi, come la pandemia che stiamo attraversando, a causa dei nazionalismi e dell’individualismo. E il prezzo più alto lo pagano coloro che più facilmente possono diventare altri: gli stranieri, i migranti, gli emarginati.
«In realtà siamo tutti sulla stessa barca e siamo chiamati a impegnarci perché non ci siano più muri che ci separano, non ci siano più gli altri, ma solo un noi, grande come l’intera umanità».
Ufficio Migrantes e Caritas diocesana hanno pensato di non proporre quest’anno un evento a livello diocesano, bensì di invitare tutte le comunità a promuovere iniziative a livello locale, in modo che sia chiaro che il noi non riguarda altri, ma coinvolge ciascuna comunità e la sua chiamata a sperimentare che gli altri per nazionalità e cultura le appartengono, in quanto fratelli e sorelle nella fede o in umanità. Un noi cattolico, capace di riconoscere la diversità dell’altro e accoglierla come dono che arricchisce la comunione.
Per questo viene proposto di rendere visibili i migranti presenti nelle nostre comunità: quelli che già partecipano alle assemblee domenicali, quelli che non partecipano abitualmente ma che sono parte della rete delle relazioni e che qualcuno può invitare per l’occasione, coinvolgendoli, ove e come possibile, nelle celebrazioni.