Arte e cultura
21/03/2022
18.30
Mantova - Seminario
Il 21 marzo del 2020 ci lasciava don Antonio Mattioli, già parroco e rettore del Seminario vescovile. Nel secondo anniversario della sua morte la comunità diocesana e quella del Seminario ne faranno memoria con un momento semplice e significativo, in coerenza con la personalità e lo stile di don Antonio.
Nel tardo pomeriggio di lunedì 21 marzo, dopo la Messa delle ore 18 in Duomo presieduta dal Vicario Generale, verrà inaugurata e a lui intitolata la “Sala del libro antico” della Biblioteca del Seminario. Saranno presenti i suoi famigliari, i collaboratori della biblioteca e i sacerdoti che ha accompagnato durante gli anni della loro formazione.
Tra gli interventi promossi durante gli anni del suo rettorato, l’ideazione, progettazione e realizzazione di questo ambiente è stato quello a cui don Antonio ha dedicato la maggior parte del tempo e delle energie. Infatti, a partire dal 2012, sono stati raccolti e ordinati i volumi antichi disseminati fra le collezioni del Seminario, insieme a quelli giunti attraverso conferimenti e donazioni. Dai primi incunaboli quattrocenteschi alle edizioni pubblicate entro la data convenzionale del 1830 sono circa ventimila i volumi conservati, tutt’ora in fase di catalogazione. Tra questi citiamo il più antico: una splendida Biblia uscita dai torchi veneziani nel 1476. E uno che non ci aspetteremmo di trovare all’interno della collezione ecclesiastica: l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert nell’edizione lucchese del 1758. Esempi che, rivelando la ricchezza qualitativa del patrimonio, ci fanno intuire il valore dell’impresa promossa da don Antonio, sia a livello di conservazione che di fruizione e valorizzazione.
Inoltre la dedicazione della sala si pone come prima manifestazione visibile degli interventi in atto all’interno della Biblioteca, che vanno dalla catalogazione, alla razionalizzazione delle collezioni, all’ammodernamento degli ambienti e all’implementazione dell’accessibilità e dei servizi. Un processo in divenire, reso possibile dal contributo degli operatori che offrono con generosità il loro servizio volontario per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale della nostra Chiesa locale.