Carità e giustizia
15/10/2022
9.00
Crema
L’occasione è ghiotta: riflettere sull’identità dei figli degli immigrati, giunti in Italia toppo piccoli per mantenere stretti legami culturali e religiosi con il paese d’origine e quindi portati a sentirsi parte della società in cui sono immersi, nonostante in famiglia si respiri aria diversa. Interazione tra due identità, dunque, a rischio di generare conflitti soprattutto nel tempo dell’adolescenza: una sfida aperta. Che vale per tutti: al di là dei paesi di provenienza e delle appartenenze religiose (parleranno della loro esperienza, tra gli altri, un rumeno e una congolese, un pakistano e una marocchina).
Riflettere su alunni e studenti, certo, su utenti dei vari servizi e sui propri atleti, ma anche sui propri figli, su se stessi e i propri compagni. Ci abbiamo messo un pullman da 54 posti per andare a Crema, sabato 15 ottobre (partenza ore 6.45 dal parcheggio della Favorita, a Mantova, costo 15 euro – 10 per gli under 18, iscrizioni al centralino della Curia), a dire che ci interessa che partecipino anche loro, gli adolescenti che al sabato sono a casa da scuola, magari come classi, squadriglie o clan, gruppi, insieme ai loro genitori ed educatori. Dalle 9 alle 13, dalle 14.30 alle 18, con pranzo al Ristorante Sociale (contributo libero) e possibilità di fruire della mostra “I volti e le storie” curata dalla Consulta Interculturale del Comune di Crema.
L’occasione è ghiotta: ma per non farla sfuggire almeno bisogna capire bene l’italiano. Perché a intervenire ci saranno il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, il sindaco, il presidente Migrantes Lombarda e direttore di quella milanese, don Alberto Vitali, il direttore Migrantes di Crema e organizzatore del Convegno, Enrico Fantoni. E poi padre Aldo Skoda, presidente del SIMI - Scalabrini International Migration Institute - e docente alla Pontificia Università Urbaniana di Roma e Giovanni Bombelli, cremasco, docente alla Cattolica di Milano di Filosofia del Diritto e coautore di un volume sulla questione migratoria.
L’occasione è ghiotta: perché, dopo le varie introduzioni e i saluti, la relazione frontale, teorica, sarà una sola (p. Skoda) e si darà ampio spazio alle esperienze concrete. In dialogo col prof. Bombelli si proporrà dal suo punto d’osservazione Atif Nazir, arrivato in Italia dodicenne nel 2000 dal Pakistan, che dal 2010 al 2015 fu nel direttivo della poi disciolta sezione mantovana dei Giovani Musulmani Italiani, arrivata anche a 30 membri; e dal 2014 è nel direttivo del Centro Interculturale Islamico di Suzzara: presidente fino al 2019, poi vicepresidente e con altri incarichi – tra cui la partecipazione alla Commissione Diocesana per il Dialogo Interreligioso; nel caleidoscopio delle testimonianze di quattro giovani cremaschi; nel linguaggio cinematografico del Film Festival sull’Integrazione di Bergamo.
Il Convegno, il primo a nome degli Uffici Migrantes Lombardia, è stato pensato anche come parte del ciclo di incontri di formazione permanente avviato lo scorso anno proprio in collaborazione col SIMI presso l’Abbazia di S. Paolo d’Argon (BG), splendida struttura che la Diocesi di Bergamo ha dedicato alle iniziative formative e culturali legate al mondo della carità, della missione e della migrazione tramite l’Associazione Fileo. La proposta formativa, espressa inizialmente dagli stessi direttori Migrantes, è stata rivolta a cappellani, operatori e interessati al fenomeno migratorio, raggiungendo oltre cinquanta partecipanti, ed è stata formulata e gestita di conseguenza coinvolgendo il SIMI di Roma e dei formatori per la proposta laboratoriale del pomeriggio. Il secondo ciclo di incontri (nei lunedì 21 novembre, 10 gennaio, 20 marzo, 22 maggio) sarà arricchito dalla partecipazione dei vescovi, che a turno proporranno la lectio divina introduttiva: segno dell’attenzione al tema della migrazione e sostegno alla formazione, peraltro confermato dal consistente sostegno economico offerto dalla Conferenza Episcopale Lombarda.
Ascoltare le esperienze di integrazione di giovani figli di migranti è il modo più efficace di riconoscere la verità del messaggio di papa Francesco per la recente Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato: Costruire il futuro con migranti e rifugiati. Una sintonia sorprendente, non cercata ma scaturita spontaneamente. Il coinvolgimento di giovani musulmani (insieme ad Atif abbiamo tentato di coinvolgere anche Chaimaa Fatihi, vissuta a Castiglione delle Stiviere, autrice del libro Non ci avrete mai: lettera aperta ai terroristi) ci interroga su quanto la dimensione religiosa faccia parte dell’identità dei (giovani) cristiani, ma soprattutto allo spazio che sappiamo concedere nella Chiesa al protagonismo delle giovani generazioni.