Vita pastorale
Ultimamente, nei confronti tra presbiteri, in alcuni scambi di opinione in parrocchia e nei luoghi di crescita spirituale, emerge con forza l’urgenza di tornare a pensare alle vocazioni e a una pastorale vocazionale, cioè una pastorale ordinaria (parrocchiale, associativa o altro) che, effettivamente, generi alla e dalla Vita di Dio.
La prossima Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni sarà domenica 25 aprile, la Domenica del Buon Pastore. Il tema di quest'anno porta un titolo preso dall’Esortazione apostolica Gaudete et Exsultate: “La santificazione è un cammino comunitario, da fare a due a due” (GE, 141).
L’immagine che accompagna il tema è eloquente. Raffigura un’orchestra i cui membri sono tutti diversi, ma hanno almeno due particolari in comune: una strana aura li avvolge, ma soprattutto non si guardano e hanno gli occhi chiusi. La luce attorno a ciascuno è la vita di Dio che illumina dal di dentro (Rm 5,5) e che si vede nei gesti al di fuori. Gli occhi dei componenti invece sono chiusi e non guardano il direttore per dire che l’armonia viene dal Signore, dalla sua Parola, dall’intuizione - nell’ascolto - della voce dello Spirito. Lui, il Direttore, è all’opera al centro o in primo piano per significare la sua forza di far emergere da ciascuno il meglio di sé e il desiderio di far crescere nella comunione tutta la storia. Questa è un’icona moderna per descrivere una comunità.
Se da una parte, infatti, è consuetudine e giusto intendere la vocazione come la scintilla che nasce da un incontro personale con Dio, dall’altra è bello intercettare e irrobustire una dimensione vocazionale che forse non sempre abbiamo evidenziato, quella comunitaria. Proprio questa, infatti, è «l’originalità della vocazione cristiana: far coincidere il compimento della persona con la realizzazione della comunità» (Pontificia Opera per le Vocazioni Ecclesiastiche, Nuove vocazioni per una nuova Europa, Roma 5-10 maggio 1997, 18d). Oggi fare Pastorale delle vocazioni significa ripartire dalla consapevolezza che è nella comunità che un giovane o una giovane può scoprire il suo posto nella Chiesa e nel mondo, rispondendo a gran voce alla chiamata che da sempre il Signore ha scritto nel suo cuore.
Come possiamo valorizzare quest’occasione mondiale di preghiera? Intanto possiamo segnarci in agenda la serata di sabato 24 aprile in cui è nostro desiderio, nel modo in cui sarà possibile, invitare i giovani alla preghiera in una veglia vocazionale. Cosa sarà possibile fare ancora non lo sappiamo, ma stiamo lavorando a diverse ipotesi. Potrebbe essere difficile trovarsi in presenza, quindi si opterebbe per una diretta streaming. Oppure potremmo realizzare più veglie in contemporanea, disseminate lungo la Diocesi, per consentire a tutti di partecipare e non incorrere in problemi di coprifuoco o assembramento.
Per realizzare questa seconda opzione servono comunità che si prendano a cuore questa preghiera, comunità che desiderano essere comunità creative e generative, comunità che ci mettono la faccia. Un’equipe diocesana sta già lavorando per tutti e sarà disponibile per aiutare le comunità che vorranno realizzare questa esperienza.