Chiesa di san Martino
E’ stata restituita alla città anche la facciata della bella chiesa di san Martino il cui restauro si era reso necessario e urgente.
Tra il 1680 e il 1694 la chiesa fu completamente ricostruita su progetto dell’architetto fiammingo Francesco Geffels (Anversa 1625 – Mantova 1694) su commissione del priore don Francesco Simbeni. La facciata di San Martino, rispetto alle altre opere architettoniche realizzate da Geffels è classica e scandita da quattro paraste, ad un unico ordine gigante, con alto basamento di gusto manieristico e capitelli compositi. Sopra lo sporgente cornicione vi è un piccolo frontone a lunetta che in origine conteneva un cartiglio in stucco con decori mistilinei similare a quello sopra il portone di ingresso. Nel 1839 viene occupata per sei mesi dalle armate austriache per uso caserma e quindi chiusa al culto. In occasione della riapertura vengono realizzati alcuni interventi di restauro e coloritura della facciata principale e laterale.
Nel 1925 risulta ancora chiusa poiché inagibile dopo l’occupazione militare, e necessita di numerosi interventi di restauro del pavimento, dell’intonaco e di colonne e spigoli, per non parlare di cornici, cornicioni e della facciata esterna.
Nel 1959 un’ingiunzione del Comune di Mantova impone un intervento urgente per motivi di sicurezza e incolumità pubblica sulla facciata principale, in particolare sugli intonaci di facciata, sui
canali di gronda e coperti del tetto in grave stato di abbandono, ai quali il parroco provvede.
Per quanto riguarda gli interventi sono state eseguite le seguenti lavorazioni:
Rimozione di molti intonaci distaccati e cementizi;
Consolidamento di tutti gli stucchi (cornici, capitelli compositi, decorazioni);
Pulitura da depositi e incrostazioni nere con pennelli e impacchi temporizzati;
Stuccature, sigillature di lesioni; Consolidamento e pulitura pigne sommitali la facciata in pietra calcarea; Restauro delle statue con rimozione di depositi e incrostazioni nere, consolidamento di parti decoese, stuccature di lesioni, riposizionamento di porzioni distaccate e risarcimento senza ricostruzione di lacune. Stesura di fondo e finitura a neutro con lasciate in evidenza le porzioni di intonaco e finiture originarie.
La spesa sostenuta è di circa 140.000 euro sostenuti dalla Parrocchia, da Fondazione Cariplo e dai fondi CEI 8x1000 – beni culturali.
Il progetto è stato seguito dell’ufficio beni culturali della Diocesi sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza per le Belle Arti e Paesaggio.
Le imprese coinvolte sono state l’impresa Brunoni Costruzioni, Billoni e Negri restauro e Pontek, mentre il rilievo è stato realizzato dal Politenico.