Fede e cultura
Pubblichiamo alcuni passaggi del discorso del vescovo tenuto ai rappresentanti della città lo scorso 18 marzo.
...Quest’anno, il tradizionale discorso “alla città” in occasione della solennità patronale di Sant’Anselmo vorrebbe diventare anche il primo passo di un percorso dialogico e sinodale che, spero, possa dar vita a un confronto aperto e costruttivo “con la città”, con le sue diverse anime, con le sue istituzioni, con le sensibilità e le ispirazioni di coloro che la abitano e la vivono. L’obiettivo è pensare e agire insieme, in una “cooperazione coinvolgente” che ci vede, come Chiesa, pienamente partecipi.
...Il progetto di massima, cioè il discorso diffuso a stampa, diventa così un ampio sfondo progettuale da cui partire per poter inaugurare una “riflessione comune sulla sostenibilità”, all’interno della quale tutti possano considerarsi attori. La volontà di dialogo a tutti i livelli è il primo e indispensabile strumento di rinnovamento, di crescita, di cambiamento nella direzione di un maggior bene per la società e la chiesa mantovana, basato sul vero sviluppo e sull’autentico progresso della nostra città e di tutto il territorio mantovano.
Per facilitare il coinvolgimento del maggior numero di persone, riprendo e ripercorro brevemente la struttura del discorso pronunciato prima di prospettare quella che ho individuato come una possibile pista iniziale.
1. Tra pandemia e guerra…
2. Tra i cantieri della nostra città…
3. Verso una sostenibilità integrale…
4. Mantova, il suo territorio e la sfida della sostenibilità…
5. Il cammino ecclesiale tra sinodalità e sostenibilità…
6. Sostenibilità, pandemia e conflitto bellico…
7. Dalla connessione alla comunione…
…Mantengo viva la metafora del “cantiere” utilizzata nel discorso perché mi sembra utile a rappresentare le dinamiche da attuare: gli apporti che si aggiungeranno di volta in volta, sotto forma di approfondimenti o riflessioni potrebbero essere assimilati ai “ponteggi” o alle “impalcature”, mentre le proposte concrete assumeranno le caratteristiche di “attrezzi” ritenuti utili, o forse necessari, per iniziare a metter mano al lavoro.
…Come primo passo propongo di considerare come “zone operative” basilari e imprescindibili quelli che comunemente si definiscono “stili di vita”…
…Propongo alcune applicazioni concrete in tre ambiti:
• per creare una cittadinanza ecologica sono necessari comportamenti virtuosi…
• per l’educazione a una sobrietà ambientale serve tener conto degli ecosistemi e facilitare la capacità di rigenerazione di ogni ecosistema nei suoi diversi settori e aspetti…
• riguardo al mondo dell’economia e del lavoro, per combattere la «cultura dello scarto» e proporre un nuovo stile di vita, va attivato un «modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili…
I comportamenti virtuosi ispirati a sobrietà sono funzionali anche a maggiore solidarietà sociale; alcuni esempi di buone pratiche, certamente implementabili con fantasia e ispirazione…
…È importante poi ricordare che la sobrietà si può attuare non solo nell’utilizzo di beni materiali, ma anche nel vivere quelli relazionali (l’amicizia, la comunità, le emozioni, gli affetti), quelli spirituali ed estetici (l’interiorità, la ricerca del senso, dell’assoluto, della verità, del bello), nel rapporto con la globalità del sistema mediatico e informativo, tutti aspetti oggi travolti dalla legge dell’accumulo, della voracità e della velocità….
Intervento integrale del vescovo